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Chi è il volontario A.V.O.?

Decalogo del volontario

Sarebbe meglio chiedersi “ Chi è il volontario… perché si dedica ad un servizio…come lo fa…” Innanzitutto bisogna fare una riflessione sull’evoluzione che negli ultimi anni il volontariato ha fatto. Non è più un volontariato basato solo sulla buona volontà e sulla solidarietà, ingredienti indispensabili comunque, ma un volontariato che cerca di essere preparato, che cerca di conoscere l’ambiente in cui opera e che fa progetti su come intervenire concretamente. Noi pensiamo sia indispensabile che il volontario si presenti come una persona “preparata”, disposta ad integrarsi con l’ambiente ed il personale della struttura dove sarà inserito, pronto ad attuare piccoli progetti e brevi percorsi di servizio. Con tutto questo, teniamo a sottolineare che il volontario non sarà mai “un professionista”, un “operatore”, ma resterà sempre una persona che dona il suo tempo a servizio degli altri, anche se cercherà di farlo in modo competente.

Il volontario A.V.O. è una persona che offre gratuitamente 2 ore alla settimana

del proprio tempo libero per andare nelle corsie dell’Ospedale o nelle case di riposo per anziani. E’una persona spinta da mille motivazioni al servizio a favore degli altri: dal desiderio di rendersi utile, all’impulso di fare del bene… fino ad arrivare a motivazioni personali, come l’avere provato sulla propria pelle la malattia, l’avere avuto esperienze di dolore in famiglia…o semplicemente perché si vuole sentire più buono. Ogni motivazione in sé è valida, se supportata nel tempo dalla continuità del servizio, dal senso di responsabilità e dalla gratuità di quello che si fa, non solo in senso economico, ma nel non aspettarsi niente, nemmeno un grazie, da chi si assiste. Il volontario si deve sempre ricordare che colui che si trova in un letto di ospedale o in una casa di riposo è in una situazione di sofferenza fisica o morale, che a volte può portare anche al rifiuto di un’altra persona.

 Ci sono alcuni punti del “Decalogo del volontario” che sono molto interessanti da analizzare, in quanto fanno capire come deve essere, o almeno cercare di essere, un buon volontario, che si avvicina all’altro.
- Il volontario deve:
- sapere osservare
- cercare di interpretare la gestualità
- sapere ascoltare
- imparare a dosare il silenzio e la parola
- cercare di entrare in empatia con chi è vicino
- rispettare la persona e le idee
- stimolare senza costringere
- imparare a misurarsi con aspettative e frustrazioni personali
 - avere l’umiltà e la coscienza che bisogna formarsi ed aggiornarsi continuamente.


Se ci fermiamo un attimo ad analizzare tali obiettivi, ci rendiamo subito conto che sono molto difficili da raggiungere anche da persone professionalmente preparate. Questo non deve scoraggiarci, anzi…avere degli obiettivi è indispensabile perché la nostra azione sia sempre finalizzata al bene dell’altro. Dobbiamo avere il coraggio e l’umiltà di chiederci se siamo riusciti ad “osservare…ascoltare…rispettare…” e non dobbiamo avere paura di riconoscere i nostri fallimenti.ont>

Modello di statuto A.V.O. (approvato nella seduta Federavo del 09/02/02) - vedi file in pdf
Modello di Regolamento A.V.O. (approvato dal consiglio Federavo nella seduta del 15.06.02)  - vedi file in pdf
 


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